Un Natale di racconti

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Gli artigiani sono ufficialmente in ferie, il loro ultimo giorno di lavoro è stato all’insegna dell’allegria e del divertimento. Nonostante nel laboratorio Severini si respiri sempre un’aria tranquilla e rilassata, quelle di Natale sono giornate ancor più magiche, in cui si realizzano tantissime camicie per soddisfare tutti gli ordini di chi ha scelto di regalare a Natale una camicia Severini su misura. L’allegria e la gioia degli artigiani, che tra loro si raccontano delle feste di Natale in famiglia e con gli amici, contagia anche le camicie che, mentre loro lavorano, ascoltano i discorsi con grandissimo interesse, immaginando un giorno di poter prendere parte anche loro a queste feste. Quando si spengono per l’ultima volta le luci del laboratorio Severini per questo 2017, le camicie iniziano a raccontare tra di loro i discorsi che hanno sentito dagli artigiani e si scambiano idee e opinioni su cosa possa essere il Natale al di fuori dal laboratorio, insieme agli umani. Anche loro stanno organizzando una grande festa per stasera, la Vigilia di Natale e per la notte di San Silvestro, anzi, è Geronimo che sta organizzando il tutto, l’unico che ha vissuto tanti anni in mezzo agli umani e ha trascorso con loro diverse feste natalizie. Infatti, Geronimo è l’unico che non si lascia trasportare dall’entusiasmo dei discorsi degli artigiani e, anche se ha recentemente (in parte) superato  la tristezza che accompagna questi giorni, non ha nessuna voglia di fantasticare su un mondo che lui in realtà conosce molto bene. L’anziana camicia è intenta a stilare la playlist delle canzoni che dovranno essere eseguite durante la cena di Natale, secondo un ben preciso ordine atto a creare la giusta atmosfera a mezzanotte, quando ci sarà l’apertura delle bottiglie di spumante e inizierà la vera festa. È talmente concentrato nel suo lavoro da non accorgersi che, lentamente, tutte le camicie si sono raccolte in cerchio attorno a lui, senza disturbarlo, in attesa che lui finisca di compilare la lista. Sentendosi osservato e non percependo più il brusio dei racconti, Geronimo alza gli occhi e si rende conto che tutti gli abitanti di Casa Severini, anche le forbici e tutte le bobine di filo, si sono avvicinate a lui. <<Bhe, cos’è questo assembramento? Non stavate fantasticando sul magico Natale? Se pensate di coinvolgermi nelle vostre inutili chiacchiere potete anche scordarvelo, perché io sto lavorando anche per voi e ho bisogno della massima concentrazione se volete che stasera la festa venga al meglio>>. Scoraggiate dalla sua risposta, le camicie iniziano ad allontanarsi ma a questo punto interviene Gloria <<Eh no caro mio. Tu non ci tratti così. È vero che stai organizzando la festa di Natale per tutti e di questo ti ringraziamo, ma non ci puoi liquidare così senza prima sapere perché ci siamo avvicinati a te. Per una volta, se riesci, getta via questa stupida corazza burbera che ti sei costruito e mostra a tutti che hai un grande cuore, è Natale! Non essere troppo rigido, vogliamo solamente che tu ci racconti com’è il Natale al di fuori di queste mura, cosa si fa, come si vive. Insomma, siamo stanchi di immaginare come potrebbe essere e vogliamo sentire com’è la realtà da chi l’ha vissuta. Chi meglio di te ci può parlare del Natale?>>

Gloria è da sempre il punto debole di Geronimo, a lei non riesce a dire di no. <<Va bene, ma facciamo una cosa veloce, perché mezzanotte si avvicina a grandi passi e non voglio ridurmi a definire i dettagli all’ultimo momento. Cosa volete sapere per la precisione?>> Gloria sa perfettamente dove pungere Geronimo per convincerlo a fare sempre quello che vuole lei e, quindi, soddisfatta del lavoro ottenuto, rilancia <<Bhe ci puoi parlare di come gli umani vivono il Natale, raccontaci qualche aneddoto, scegli tu quelli più significativi, anche divertenti se vuoi, che possono farci capire bene cosa significa essere fuori in questo giorno. Io, le altre forbici e le bobine non passeremo mai un Natale lontano da Casa Severini ma le camicie si preparano a lasciare il laboratorio nei prossimi giorni ed è molto probabile che l’anno prossimo vivranno il Natale insieme al loro umano. Quindi, per favore, facci vivere il Natale attraverso le tue sensazioni, è il regalo più grande che ci puoi fare>>.

Tutti gli occhi sono nuovamente puntati su Geronimo che, a questo punto, non si può tirare indietro. Le parole di Gloria l’hanno colpito: non aveva mai ragionato sul fatto che le ragazze del laboratorio non potranno mai vedere il mondo oltre le finestre di Casa Severini. Questo lo intristisce un po’ perché, nonostante tutto, vivere con gli umani può diventare una fantastica avventura.

<<Va bene. Allora voglio iniziare dal principio. Io sono stato il regalo di Natale per il mio uomo da parte della sua donna. Ero chiuso in una scatola meravigliosa, cinta da un elegantissimo nastro rosso che formava un grande fiocco morbido e setoso. Ho trascorso qualche giorno sotto un bellissimo albero di Natale prima di essere scartato. Ricordo perfettamente che dentro la scatola c’era un biglietto bianco come me, scritto a mano dalla donna bellissima. Diceva “Con questa addosso sarai un papà bellissimo”. Sapete, la donna del mio uomo mi scelse per comunicargli che stavano aspettando l’arrivo del loro primo bambino. Non è fantastico? Ricordo quella notte di Natale perfettamente, sono trascorsi tanti anni ma poteva essere anche ieri talmente è vivida l’immagine del mio uomo che mi inonda di lacrime, prima di posarmi sul divano per abbracciare la sua donna. Sentivo in lontananza l’esplosione dei fuochi d’artificio e vedevo i loro colori riflessi sul vetro. È stato un attimo magico in cui il tempo sembrava essersi fermato: questo è stato il mio primo vero incontro con la realtà umana, ed è stato fantastico. In quel momento ho capito quanto noi possiamo essere importanti per loro. Il mio umano mi indossò già il giorno seguente per andare al pranzo di famiglia: immaginate una tavolata con venti, forse trenta persone che ridono di gusto mentre mangiano qualsiasi ben di Dio. Bambini che si divertono con i giocattoli nuovi appena ricevuti e un profumo delizioso che inonda la casa. È nel momento del brindisi che il mio umano ha annunciato a tutta la sua famiglia che da lì a pochi mesi sarebbero diventati tre. La notizia è stata accolta da un forte boato di gioia da parte dei presenti e sono iniziati gli abbracci: che fatica ragazzi! Ricordo anche che quella sera sono rientrato a casa con diverse macchie di cibo sul tessuto ma per fortuna è bastato un lavaggio per farmi tornare come nuovo!>> Tutti i presenti ascoltano rapiti il racconto di Geronimo, che ha la straordinaria capacità di far immedesimare i presenti nella sua storia come pochi altri oratori. <<Raccontaci un altro Natale, per favore>> A parlare è Valerio, che sta ascoltando Geronimo tenendo stretta a sé la sua dolce Rebecca. <<Sì dai, per favore, raccontacene un altro” gli fanno eco  tutti gli altri>>.

<<Vi posso raccontare del primo Natale con tutti e due i piccoli umani di casa. Erano trascorsi 4 anni da quando ero arrivato in quella casa ed ero ormai già usurato. Il mio umano mi usava tantissimo in tutte le occasioni importanti. Non gli importava se fossero incontri di affari, oppure una cena: se secondo lui l’occasione era importante, io dovevo essere con lui. Quel Natale i piccolini avevano 11 mesi e 2 anni circa, erano scatenatissimi ed emozionati dall’arrivo di Babbo Natale. La notte della Vigilia c’erano a casa alcuni parenti con altri bambini: non era una cena affollata ma era ricchissima di amore, si percepiva nell’aria. I presenti si volevano davvero bene. Io, ovviamente, ero addosso al mio uomo, che poco prima di mezzanotte è andato di nascosto a chiudersi in una camera buia. Non lo aveva mai fatto, era un comportamento stranissimo e non capivo cosa stava succedendo! Mi ricordo che sopra i suoi bellissimi jeans scoloriti indossò un paio di pantaloni rossi con i bordi bianchi, molto strani, di due o tre taglie più grandi, tanto che dovette mettere due cuscini all’altezza della pancia per fare spessore. Poi si tolse il golfino che ci aveva tenuto caldo tutta la sera e indossò una giacca molto ruvida, per niente calda, anche questa decisamente più grande della sua misura e di colore rosso, stretta in vita da una bizzarra cintura nera. Pensavo che fosse impazzito, anche perché quando poi andò a guardarsi allo specchio mi accorsi che aveva indossato una curiosa barba bianca e un cappello rosso bordato di bianco. Così conciati e con un grande sacco sulla schiena carico di regali, appena passata la mezzanotte siamo entrati nella grande sala dove i bambini stavano aspettando l’arrivo di Babbo Natale… Che era il mio uomo! I piccoli umani non l’hanno riconosciuto vestito così, anche perché erano troppo concentrati sul sacco di regali che Babbo Natale portava con sé. Vedere la gioia negli occhi di quei bambini e sentire il cuore del mio umano battere all’impazzata quando tutti e quattro sono corsi ad abbracciarlo, è una delle emozioni del Natale che porterò con più gioia nel mio cuore>>.

Casa Severini è ammutolita dal racconto di Geronimo, che a questo punto tace in attesa delle considerazioni dei suoi spettatori. <<Il Natale là fuori dev’essere davvero meraviglioso, non vedo l’ora di uscire per viverlo anche io con la speranza di capitare in una famiglia bella come la tua>>. Il primo a parlare è Riccardo e adesso tutti commentano il racconto di Geronimo che, come suo solito, al termine del suo monologo si decide di non prendere parte alla discussione perché non vuole dover rispondere a domande non di suo gradimento <<Adesso che vi ho accontentati, torno a lavorare per stanotte. Mancano poche ore e c’è ancora tanto da fare, non vorrete rovinarmi tutti questi giorni di impegno facendomi perdere altro tempo!>> Geronimo è tornato a essere la camicia burbera e poco incline alle discussioni ma tutti sanno che, in realtà, sotto quella scorza dura si nasconde un cuore grande così.

È Natale anche a Casa Severini, gli addobbi luminosi si intravedono dalle finestre del laboratorio e mentre all’interno si intonano i canti natalizi, fuori inizia a scendere la prima neve ad Acqualagna, soffice e delicata. Sarà un Natale magico nel laboratorio Severini, come quello che ci auguriamo trascorriate voi nelle vostre case. Da tutti gli abitanti di Casa Severini un grandissimo augurio di Buone Feste!

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