Simone e la macchia di caffè

Il discorso fatto da Geronimo ai suoi amici ha sortito l’effetto desiderato e adesso tutti parlano di Michele, l’ultima camicia ad aver lasciato Casa Severini, con il sorriso sulle labbra. Il clima è sereno e, anche se non lo dà a vedere, anche Geronimo è felice di essere riuscito a tirare sui il morale ai suoi amici. Gloria approfitta del momento per avvicinarsi a lui e, tirando fuori il sorriso migliore che può, gli rivolge la parola <<Sono stata davvero orgogliosa di te e di come hai parlato ai ragazzi. Mi hai commossa>> di tutta risposta, lui, che non ama i complimenti, le rivolge solamente uno sguardo schivo, anche se l’ombra di un sorriso sembra affacciarsi persino in questa burbera camicia stropicciata. A Gloria tanto basta per sentirsi appagata e capendo che non otterrà di più da Geronimo, decide di raggiungere gli altri sul tavolo di lavoro. Serafina e Piero, che ormai è quasi pronto a lasciare Casa Severini per raggiungere il giovane uomo che l’ha scelto ed iniziare la sua nuova carriera, fantasticano sul futuro. <<Secondo me, il mio umano è un ragazzo pieno di voglia di fare. Mi porterà a visitare tantissime nuove città, vedrò il mare e i fiumi>> dice Piero a Serafina che, invece, sa che non uscirà da quel laboratorio. <<Ti divertirai tantissimo e insieme a lui trascorrerai delle bellissime giornate! Sono felice per te>> le dice lei, ed è sincera. Serafina non vuole lasciare Casa Severini, sta così bene in quel piccolo laboratorio nei pressi dei boschi di Acqualagna: perché dovrebbe desiderare di andare altrove? Le basta affacciarsi ogni tanto alla finestra per ammirare il paesaggio, al sicuro all’interno del suo piccolo mondo, per essere felice. A loro si unisce anche Simone, una bella camicia a righe che gli artigiani hanno appena iniziato a realizzare. Non ha ancora le maniche ma è molto vivace, sicuramente è per qualche giovanissimo uomo! Mentre si esibisce in una piroetta acrobatica, urta violentemente contro un bicchierino di caffè dimenticato da uno degli artigiani prima di andare via e il suo bel tessuto si macchia di un nero cupo. L’intero laboratorio accorre quando sente Simone lamentarsi e piangere per aver combinato un danno come questo. La prima a giungere sul posto è proprio Gloria, la più esperta, che cerca di rassicurarlo <<Stai tranquillo, è solo una piccola macchia che adesso eliminiamo. Domani gli artigiani non si accorgeranno di nulla>>. La paura di Simone è quella di essere distrutto prima ancora di conoscere il mondo e mentre Gloria dà le disposizioni alle altre forbici e alle sue amiche, tutti provano a rassicurare la giovane camicia. Anche Geronimo, da lontano, dice la sua <<Anche a me è successo quando ero giovane, il mio umano mi versò addosso un’intera tazzina di caffè bollente! Basta un po’ d’acqua e di sapone per farlo andare via. Guarda il mio bianco: è ancora perfetto!>>

Nel frattempo, Gloria è già impegnata a smacchiare quel piccolo lembo di tessuto e dopo pochi minuti la macchia di caffè non c’è più. <<Adesso avvicinati alla finestra e trascorri la notte lì, l’aria fresca asciugherà alla perfezione il tessuto bagnato e domani mattina nessuno si accorgerà di niente>> gli dice con il tono più affettuoso di cui è capace.
Simone ubbidisce senza fiatare e impara la lezione: d’ora in poi, si terrà ben lontano da ogni bicchiere che incrocerà per la sua strada!

Condividi sui social

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *