È l’ora dei saluti

Lorenzo è pronto per partire e Gloria ha deciso che per l’ultima notte di questa giovane camicia a Casa Severini, ci sarebbe dovuta essere una grande festa. Tutti sono stati entusiasti all’idea, era da tanto tempo che non si organizzava un party in laboratorio e, stranamente, anche Geronimo sembra accettare l’idea di buon grado.

Quindi, quando l’ultimo artigiano ha lasciato il laboratorio spegnendo le luci, sono iniziati i preparativi. Lorenzo guardava estasiato i suoi amici che si organizzavano per salutarlo e pensava che, forse, anche lui un giorno sarebbe potuto tornare qui, come Geronimo. Mentre Gloria e le altre forbici confabulano qualcosa in gran segreto assieme a tutti gli aghi e ai rocchetti di filo, mentre le camicie in preparazione si danno un contegno per prepararsi al meglio alla serata di festa, Lollo si avvicina a Geronimo. <<Ci rivedremo?>> chiede la giovane camicia a quella anziana. <<Forse sì, o probabilmente no. E anche se non ci rivedremo più devi comunque essere felice di avermi conosciuto>> gli risponde Geronimo. <<Sarebbe un peccato, però, perché in questo breve tempo credo già di volerti bene>> incalza Lorenzo, che vuole avere l’ultimo confronto con Geronimo prima che inizi la festa. <<Noi non abbiamo un cuore, o almeno così credono gli umani. Quindi perché io provo un sentimento verso te e verso tutti gli altri?>> La domanda spiazza Geronimo, che ha comunque la risposta pronta per il suo giovane pupillo <<La risposta è molto semplice: perché gli artigiani che ci hanno realizzati, che tengono in mano le nostre amiche forbici e tutti gli altri abitanti di Casa Severini, ci hanno trasmesso la loro passione e capacità di amare. Noi siamo stati per tanto tempo tra le loro mani, siamo il frutto del loro lavoro e quindi, in qualche modo, siamo una parte di loro>> spiega Geronimo <<adesso, però, smettila con queste domande e pensa a divertirti! Il mondo là fuori ti aspetta e non puoi sprecare così l’ultimo giorno con noi>> riprende Geronimo in tono di rimprovero e deve comunque mantenere il suo proverbiale carattere burbero, anche se tutti conoscono il suo grande cuore d’oro. A quelle parole, Lorenzo salta letteralmente su Geronimo e con le sue lunghe maniche eleganti lo stringe in un forte abbraccio come ringraziamento per essere stato sua guida e mentore in questi giorni a Casa Severini. Qualcuno giura di aver visto un sorriso sincero in Geronimo, ma nessuno lo dice apertamente.

Arrivato il momento di festeggiare anche Geronimo si lascia coinvolgere. Gloria, quando vuole, sa essere molto persuasiva con il buon vecchio Geronimo, che in quest’occasione si fa convincere molto facilmente. Le note si diffondono per tutto il borgo di Acqualagna, i cui abitanti sanno della magia che si compie ogni sera nel laboratorio Severini ma non ne fanno parola con nessuno. Realtà, mistero, leggenda e fantasia si intrecciano nei racconti di questo piccolo borgo marchigiano, contribuendo ad accrescere ulteriormente il mito di Casa Severini.

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