Mai giudicare una camicia dal polsino

Le attività degli artigiani Severini in vista del Natale procedono a ritmo spedito. Durante il giorno, il laboratorio è in fermento e sono tantissime le camicie nuove che vengono realizzate quotidianamente e quelle che, invece, lasciano Casa Severini per essere consegnate agli uomini che le avevano richieste. Tutto questo fermento agita Geronimo, che se durante il giorno non può certamente mostrare la sua insofferenza, alla sera riversa il suo nervosismo su tutti gli altri. Tuttavia, la chiacchierata con il giovane Alberto fatta pochi giorni fa ha cambiato in parte il suo modo di vivere il Natale. È vero che è sempre musone e imbronciato ma qualcosa sta cambiando anche nel suo carattere e Gloria è la prima ad essersene accorta. Alberto è ormai lontano, in settimana è stato attentamente riposto in una elegante scatola regalo e sicuramente è già in viaggio per raggiungere il suo uomo ed iniziare, così, una splendida avventura. C’è, però, un’altra camicia che ha stuzzicato la curiosità di Geronimo. Si chiama Paolo ed è un bellissimo modello formale da uomo con polsini per gemelli, un modello raro al giorno d’oggi, molto classico ma non diplomatico, che sicuramente è destinato ad un giovane ragazzo o ad un giovane uomo in procinto di affrontare un evento molto importante della sua vita. Paolo è ancora in via di realizzazione, gli artigiani hanno iniziato da poco ad imbastire le sue parti e quindi non può muoversi liberamente per il laboratorio. Per questo motivo trascorre lunghe ore sdraiato sul bancone di lavoro ad ascoltare i discorsi degli altri abitanti. Ogni tanto cerca di inserirsi nelle discussioni ma senza successo, perché non ha ancora conquistato il rispetto di tutti.

Geronimo passa tanto tempo ad osservarla e, finalmente, una sera decide di avvicinarsi a Paolo. <<Come mai non ti unisci agli altri? Sei timido?>> Gli domanda senza troppi preamboli. La giovane camicia, che non si aspettava l’arrivo di Geronimo, per poco non cade dal tavolo per lo spavento, intenta com’era a vagare tra i suoi pensieri. <<Mi hai spaventato! Non mi aspettavo che tu potessi rivolgermi la parola, le altre camicie dicono che sei un tipo piuttosto strano e non incline alla conversazione… Comunque non sono timido, anzi. Più di una volta ho provato ad intromettermi in qualche discorso di mio interesse ma non ho mai avuto un riscontro positivo da parte degli altri, quindi ho rinunciato>>. Geronimo, già consapevole di quello che gli sta raccontando Paolo, risponde con un sorriso <<So bene che non sei timido e so bene che diverse volte hai cercato di dire la tua nei discorsi tra gli altri e ho visto come ti hanno trattato. Per questo motivo ho deciso di venire da te, non sono assolutamente felice del comportamento che hanno avuto nei tuoi confronti e sono qui per offrirti la mia solidarietà e, se vuoi fare due chiacchiere, possiamo iniziare anche subito. Hai visto che belle cime imbianc…>> Lo interrompe Paolo <<Ehi, ehi. Fermati un attimo. Tu sei venuto qui per parlare con me? Mi sembra davvero molto strano visto come parlano gli altri di te. Da come ti dipingono non sembri proprio una camicia incline ad intavolare discorsi solo per il gusto di fare buona conversazione, quindi perché ti stai interessando così tanto a me? Guarda che non mi interessa la tua compassione, io sto benissimo anche da solo e non ho bisogno di qualcuno con cui parlare>>. Gloria, che da lontano sta seguendo tutta la situazione, decide di intervenire in sostegno di Geronimo, per convincere Paolo a lasciarsi andare, dimostrandogli che a Casa Severini nessuno deve sentirsi escluso. <<Ciao Paolo, io sono la forbice che ha tagliato gran parte del tuo tessuto. Sono Gloria e non abbiamo ancora avuto modo di presentarci per bene ma fin da quando stavo tagliando le tue parti ho capito che saresti stata una bellissima camicia, non credevo così tosta ed orgogliosa, però. Hai ragione a dire che Geronimo non è una camicia loquace che ama discorrere con gli altri ma io lo conosco da molto più tempo di te e non solo per sentito dire. Se ha deciso di venire da te è perché ritiene che tu sia una camicia intelligente ed educata con cui può essere piacevole scambiare un’opinione. Probabilmente, il tuo impatto con il laboratorio non è stato dei migliori visto che non sei stato immediatamente incluso nel nostro gruppo ma sai, siamo vicini al Natale e sono tantissime le camicie che ogni giorno vengono realizzate e che lasciano Casa Severini, è un momento molto particolare>>. Paolo capisce di aver valutato male la situazione e decide immediatamente di scusarsi con Geronimo <<Scusami, dopo diversi giorni di isolamento pensavo ce l’aveste tutti con me per qualcosa e pensavo che tu fossi venuto qui per rimproverarmi. Nemmeno io sono di tante parole però fa piacere sapere che c’è qualcuno che ha interesse a conoscermi senza fermarsi alle apparenze. Magari per questi miei polsini eleganti e per la mia formalità molti di voi hanno pensato che io fossi una camicia snob ma non è questa la verità>>. Capendo il momento di difficoltà, Geronimo decide di prendere in mano la situazione <<Io non ti ho giudicato per la tua forma, sono l’ultimo a poterlo fare visto che a causa dei miei anni io sono consunto e stropicciato, tu però mi hai giudicato per qualcosa che hai sentito dire da chi mi conosce molto poco. Le camicie, qui a Casa Severini, restano al massimo 15 giorni, giusto il tempo di essere realizzate, confezionate e spedite: credi che si possa conoscere una camicia in così poco tempo? Gloria e pochi altri mi conoscono realmente, perché viviamo sotto lo stesso tetto da ormai diversi mesi, anni. Per il futuro, ricordati sempre di non giudicare mai dalle apparenze ma sii curioso e costruisciti un’opinione sulla base delle tue sensazioni ed emozioni. Non dare per scontato che quello che dicono gli altri sia la verità. Quando uscirai da Casa Severini, dovrai affrontare il mondo e non sarà così facile. Ascolta gli altri ma segui sempre il tuo istinto, anche a costo di sbagliare, perché solo così potrai imparare. E poi, ti dico un’altra cosa di cui spero farai tesoro. Poco fa hai detto che non hai bisogno di nessuno e che stai bene solo. Ti dico per esperienza che non è così e che nessuno di noi sta davvero bene in solitudine: a volte è una scelta di comodo perché non vogliamo affrontare i nostri fantasmi e le nostre paure, a volte è una necessità imposta>>. Detto questo, Geronimo si lascia andare a uno dei suoi rari sorrisi con Paolo che, non senza un briciolo di commozione, lo abbraccia con le sue maniche ancora grezze ma già bellissime. Gloria, la più sentimentale dei tre, mentre si asciuga le lacrime decide di rivolgersi agli abitanti di Casa Severini e dopo essersi schiarita la voce tuona <<In questi giorni ci sono stati comportamenti non corretti in questo laboratorio. Casa Severini  è da sempre un luogo di passaggio, dove chi passa, anche se rapidamente, lascia una traccia. A parte pochi rari casi, le camicie non stanno che pochi giorni in nostra compagnia ed è necessario che il clima sia sempre sereno, perché per arrabbiarvi e sparlare avrete tutto il tempo quando sarete fuori da queste mura. Il mondo là fuori, purtroppo, è permeato dalla cattiveria ma fino a questo momento siamo riusciti a non farla entrare nella nostra piccola oasi felice. È vero, è normale che ci possano essere delle discussioni ma siamo anche sotto Natale e perché dobbiamo rovinare un clima così bello con qualche parola di troppo? Quello di Paolo spero sia l’ultimo caso in cui una camicia viene emarginata solo per il suo aspetto>>. A Casa Severini è calato un silenzio imbarazzante: tutte le camicie si sentono in colpa per quanto successo e così, piano piano e con molta discrezione, iniziano ad avvicinarsi a Paolo per conoscerlo e scusarsi, mentre Geronimo e Gloria, con altrettanta discrezione si allontanano, felici del lavoro che hanno fatto.

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