Il compleanno di Geronimo

Sono circa le 20.00 a Casa Severini e tutte le camicie sono in fibrillazione: devono ultimare i preparativi per la festa di compleanno a sorpresa per Geronimo entro mezzanotte, senza che lui se ne accorga. Gloria sta faticando tantissimo per distrarre l’ attenzione della saggia camicia dagli altri, visto il suo carattere burbero, ma lei è l’unica in grado di riuscirci.

Il suo piano prevede lunghi momenti di ascolto musicale con gli auricolari: ovviamente musica vintage italiana, la preferita di Geronimo!

<<Perché stasera mi stai facendo perdere tempo in questo modo?>> chiede Geronimo a Gloria dopo diverse ore di ascolto di Celentano, Morandi, Lucio Dalla, Battisti ecc. <<Perché so che ti piace questo tipo di musica e che non dedichi mai tanto tempo alle tue passioni>>. <<Se non lo faccio è perché tutto questo tempo non ce l’ho!>> risponde lui con il suo solito modo burbero. <<Qui c’è un sacco di cose da fare, i ragazzi vanno controllati e gestiti. Guarda quelle due camicie nuove, per esempio: Daniele e Fabrizio sono troppo esuberanti questa sera ma non dovrebbero! I nostri artigiani devono ancora ultimare le loro cuciture e se continuano così tra non molto si strapperanno!>> dice mentre lancia occhiate di fuoco agli altri abitanti di Casa Severini, che però fanno finta di non notarle continuando a lavorare per la festa. <<Sono giovani, hanno voglia di fare le loro esperienze e non si preoccupano troppo delle conseguenze, vogliono conoscere il mondo il prima possibile, l’impazienza è il bello della loro età. Non essere troppo severo con loro, potresti pentirtene>>. Risponde Gloria cercando di ammansire Geronimo, sempre più nervoso. Manca poco a mezzanotte e non può rovinare tutto adesso. <<I nostri artigiani lavorano duramente con tanto amore tutto il giorno per realizzare queste camicie. Io vedo quanto impegno e quanta fatica c’è dietro ognuna di loro e ricordo come se fosse ieri la passione che misero quando realizzarono me. Ognuno di noi è frutto di un sogno che nelle loro mani diventa realtà, noi prendiamo vita perché qualcuno ha voluto fortemente che noi esistessimo. Tu non lo puoi sapere, sei una forbice…>> punta nel suo orgoglio, Gloria risponde piccata <<Invece ti sbagli, caro Geronimo. È vero che io non sono nata tra queste quattro mura, ma io da anni vivo tra le loro mani. Io ho partecipato alla nascita di quasi tutte le camicie qui dentro e forse non ricordi che tu sei stata la mia prima esperienza, le mie lame hanno toccato per la prima volta un tessuto quando ho tagliato la splendida stoffa di cui sei fatto tu. Ogni volta che gli artigiani mi prendono in mano sento la loro emozione, vivo i loro dubbi e le loro insicurezze, percepisco la loro rabbia quando sbagliano e la loro gioia quando si apprestano a finire il lavoro. Anche io so cosa significa Severini per questi uomini e voglio che il loro e il mio lavoro vengano rispettati>>. Gloria ha colto nel segno e Geronimo, ora, è spiazzato. Il tempo stringe, solo dieci minuti li separano dai dodici rintocchi. Tutto è pronto e mentre le altre camicie e gli altri abitanti, adesso, si godono il meritato riposo dopo la grande fatica, Geronimo si rilassa perché vede che a Casa Severini è tornata la tranquillità, almeno per ora.

Quando le campane della vicina chiesa di Acqualagna eseguono i dodici rintocchi della mezzanotte, però, il laboratorio esplode in un grido di gioia che coglie impreparati Geronimo e Gloria, che nel frattempo avevano ripreso ad ascoltare la musica. C’è grande festa, adesso, a Casa Severini e Geronimo è sinceramente commosso dall’impegno e dalla felicità che pervade tutti gli abitanti del laboratorio, tanto che decide di ringraziarli uno per uno. C’è chi giura di aver visto anche qualche lacrima sul suo tessuto ma di sicuro tutti hanno visto l’abbraccio caloroso, vigoroso ed emozionante con Gloria, vera artefice di questa bellissima festa.

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