Una camicia Severini è per sempre

L’orario di lavoro degli artigiani Severini sta quasi per finire e, nel piccolo laboratorio di Acqualagna, la luce del sole che tramonta colora tutto in una meravigliosa tonalità rossa, calda e avvolgente. Oggi, anche Geronimo è disteso sul tavolo da lavoro e non sul suo solito manichino: questo non lo rende particolarmente felice ma gli artigiani hanno avuto bisogno di lui per realizzare una camicia. Non è frequente trovarlo sdraiato accanto alle altre camicie e quando succede, tutti gli altri sono particolarmente felici perché possono finalmente stargli accanto, visto che quando è sul manichino solo Gloria ha il coraggio di avvicinarsi a lui. La speranza di Geronimo è che, al momento di andar via, gli artigiani lo ripongano al suo posto ma quando le luci si spengono lui è ancora lì, pronto per essere utilizzato nuovamente domani. Timidamente, quasi di soppiatto, si mette accanto a lui il giovane Lorenzo. È una bellissima camicia che, qualche giorno fa, è stata realizzata proprio ispirandosi a Geronimo, che non lo dirà mai ma prova una certa simpatia per Lollo, come lo chiamano tutti a Casa Severini.
<<Scusa, ti disturbo?>> esordisce Lorenzo affiancandosi a Geronimo. <<Cosa vuoi?>> tuona l’anziana camicia, ben sapendo che ben presto Lollo spazzerà via il suo nervosismo. <<Vorrei parlarti, vorrei mi raccontassi qualcosa della tua vita là fuori>> dice la giovane camicia, impaziente di incontrare il suo umano e al tempo stesso curioso di conoscere qualche dettaglio in più su quello che lo aspetta. Geronimo non può tirarsi indietro a questa richiesta, che periodicamente viene fatta a rotazione da tutte le camicie che si apprestano a uscire, ma con Lorenzo è diverso. La giovane camicia è esattamente identica a lui ed era da tempo che in Casa Severini non succedeva e, inoltre, la sua gentilezza e la sua dolcezza ne hanno fatto la camicia preferita da Geronimo: entrare nel cuore di questa vecchia camicia burbera non è semplice, quindi Lorenzo deve per forza avere qualcosa di speciale. Inevitabilmente, tutti sono adesso concentrati sul racconto di Geronimo, anche se le forbici e i più anziani hanno sentito già tante volte queste storie, è sempre un piacere ascoltarle.
<<Cosa vuoi sapere?>> chiede Geronimo, con la calma ritrovata. <<Com’era la tua casa?>> la voce di Lorenzo è, adesso, quasi un sussurro. <<Vivevo in un appartamento di una città bellissima, Roma, la più bella città italiana, dove in ogni angolo si trova un monumento da ammirare. Il mio uomo aveva una casa in un grande palazzo antico e dalle sue finestre potevamo ammirare la bellezza antica. In lontananza si scorgeva la Cupola di San Pietro, il fiume Tevere scorreva a pochi passi dalla nostra casa e quando andavamo a fare una passeggiata era bellissimo incontrare persone sorridenti, inebriandoci dei profumi che provenivano dalle tante trattorie e osterie tradizionali del nostro rione, dove si svolge uno dei mercati più noti d’Italia. La casa era spaziosa ma era piena d’amore. Con noi viveva una donna bellissima, colei che mi ha regalato al mio uomo, e due piccoli uomini, molto simili a lui ma in miniatura. Io dormivo in un armadio spazioso con altre camicie ma ero sicuramente il preferito del mio uomo>>. Le parole di Geronimo trasudano di ricordi e di emozioni ma dopo un attimo di silenzio i suoi pensieri vengono nuovamente interrotti da Lorenzo <<Come fai a esserne così sicuro? Immagino che il tuo uomo avesse tante camicie>>. Leggermente infastidito, ma in fondo divertito, dalla curiosità di Lorenzo, Geronimo continua il suo racconto <<Sì, il mio uomo aveva tantissime camicie. Aveva un armadio pieno di camicie e ogni giorno ne indossava una diversa. Usava la camicia per andare a lavoro ma anche per il tempo libero, per andare al parco con i suoi piccolo uomini e per andare al ristorante con la sua bellissima donna. Però, quando c’era un’occasione importante, indossava sempre me. Quando aveva un appuntamento di lavoro particolare sceglieva me, quando doveva festeggiare una bella ricorrenza sceglieva me e quando voleva apparire ancora più bello agli occhi della sua donna, sceglieva ancora me>>. Geronimo fa una piccola pausa, non sa se raccontare quel dettaglio della sua vita che conoscono in pochi, ma Lorenzo è il suo prediletto e vuole che lui sappia. <<Vedi questo piccolo rammendo qui, sulla spalla?>> Lollo si sporge per guardare meglio e si accorge di quell’imperfezione che non aveva mai notato prima. <<Cos’è?>> Chiede preoccupato. <<È un dolce ricordo. Tu adesso penserai che sia un qualcosa di cui dovrei vergognarmi, in realtà mi ricorda ogni giorno l’amore che mi ha regalato il mio umano per tutto il tempo che mi ha tenuto con sé. Era una bellissima giornata di maggio, eravamo in un meraviglioso parco alle porte di Roma per trascorrere qualche ora all’aria aperta, quando uno dei piccoli uomini, mentre correva in bicicletta, fece un bel ruzzolone. Il mio umano corse immediatamente verso il suo piccolo ma nel momento di allungare il braccio non si accorse della presenza del ramo di un cespuglio e il risultato fu questo piccolo taglio. In quel momento pensai che una volta rientrati a casa mi avrebbe buttato via. Ero ormai inutilizzabile, strappata, non mi avrebbe mai voluto rimettere>>. Tutti stavano ascoltando il racconto di Geronimo con il cuore in gola e qualcuno già versava qualche lacrima. <<E invece?>> Lo incalza Lorenzo <<E invece, una volta rientrati a casa, quella bellissima donna si prese cura di me. Riparò punto per punto quel piccolo strappo, lentamente, cercando di nascondere quello sfregio sul mio bel tessuto. Credo che per loro due io rappresentassi qualcosa di importante, un regalo per ricordare un evento indimenticabile. Quando il mio uomo si accorse del lavoro fatto dalla sua donna, quasi si commosse e la ringraziò con un abbraccio fortissimo, un abbraccio che ancora oggi mi regala calore quando lo ricordo. La sua donna mi inondò di lacrime di felicità. Il mio umano continuò a indossarmi ancora tante e tante volte, nonostante quel piccolo segno, perché era affezionato a me e amava quello che rappresentavo, non avrebbe mai voluto lasciarmi andare via>>. <<E allora perché sei tornato qui e non sei più con loro?>> La domanda di Lollo spiazza Geronimo, che torna burbero per un momento <<Sono fatti miei!>> urla contro Lorenzo, spaventato, ma immediatamente si corregge <<Adesso non è il caso di raccontartelo, magari domani. Ricorda, comunque, che quando sei davvero importante per un umano, lo sei per sempre>>.

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