Ritornano i Wild boys e con loro i ruggenti anni Ottanta

Quelli nati a cavallo tra gli anni Sessanta gli anni Settanta non possono dimenticare. Wild Boys è stato l’inno di una generazione: la voce di Simon Le Bon e dei Duran Duran ha accompagnato le lunghissime serate dei giovani fin dagli anni Ottanta.

La moda uomo 2018 è un po’ come questa canzone, intramontabile, ed è tornata a ruggire come in quegli anni. Era la moda dei Paninari, che da Milano si diffuse rapidamente in tutta Italia e raggiunse perfino il Canton Ticino. Il codice d’abbigliamento dei Paninari era ben definito e si riconoscevano in mezzo alla folla con il loro fare quasi sbruffone, sicuramente spensierato.

La moda si sa, è ripetitiva e ama citare se stessa. Le tendenze, prima o poi, tornano sempre e sembra che il 2018 sia proprio il nuovo anno zero dei Paninari. I brand più in vista hanno riproposto sulle loro passerelle capi e accessori che richiamano chiaramente la moda uomo anni Ottanta, anche se il vero ritorno della tendenza Wild boys 2018 si deve allo streetstyle, agli influencer e ai fashion addicted, che hanno reso virali abbinamenti e outfit ben noti a chi, gli anni Ottanta della moda, li ha vissuti in prima persona.

Quando si parla di moda vintage da uomo si fa solitamente riferimento all’arco temporale che va dagli anni Quaranta agli anni Settanta. Probabilmente quelli sono stati i decenni del cambiamento più radicale della nostra società, gli anni delle rivoluzioni culturali, e l’abbigliamento ha fatto epoca grazie ai libri di storia. Oppure, forse consideriamo gli anni Ottanta ancora troppo vicini a noi per inserire l’abbigliamento tipico di quel periodo nel grande calderone del vintage, anche se sono ormai passati più di trent’anni. Inoltre, sebbene l’eco mediatica sia stata forse inferiore a quella dei decenni scorsi, anche gli anni Ottanta sono stati palcoscenico di importanti cambiamenti sociali e culturali, moda compresa, tanto che la loro impronta è rimasta vivida nella memoria di chi li ha vissuti.

La moda uomo anni Ottanta:
il contesto storico di un vintage quasi dimenticato

 L’Italia degli anni Ottanta usciva dal periodo buio del terrorismo politico, soprattutto Milano, che nel decennio precedente era una città sotto assedio, rivedeva la luce. Non parlava più di Milano come di una città violenta: nel 1985, il creativo Marco Mignani ideò la definizione “Milano da bere” per la reclaim (come veniva allora chiamata la pubblicità) nel noto Amaro Ramazzotti, liquore milanese.

L’Italia si era lasciata alle spalle gli anni di piombo, si poteva pensare allo svago e al divertimento spensierato. I giovani milanesi si ritrovavano nei luoghi più in della città, da San Babila a Santa Croce, passando per Piazza Duomo: il capoluogo lombardo era ricco ed era pervaso da una grande voglia di fare. Era il cuore della politica e dell’economia italiana, i grandi industriali e imprenditori l’avevano eletta come loro roccaforte e le ripercussioni erano evidenti. I giovani della Milano da bere, figli degli industriali e dei professionisti del boom economico erano i Paninari, figure diventate iconiche nell’ideale collettivo, soprattutto dopo l’apertura del primo fast-food italiano, il Burgy di San Babila, tutt’oggi in attività ma sotto un’altra insegna.

In quegli anni nasceva la tv privata e, con lei, il programma simbolo di quel decennio, Drive-In, dove Enzo Braschi portava una straordinaria caricatura di questi giovani di bell’aspetto, che avevano un dress-code specifico. Ai piedi indossavano solo gli stivaletti Timberland da boscaiolo, il piumino era solo Monclair, i jeans Stone Island, Wrangler e Americanino, abbinati alla cintura El Charro, immancabile. Le felpe erano rigorosamente Best Company, al massimo Avirex. I capelli a spazzola sostituirono i grandi ciuffi degli anni precedenti e i visi completamente glabri comparvero al posto delle barbe rivoluzionarie degli anni Settanta.

Inutile dire che la musica era segnata dagli Spandau Ballet, Alan Sorrenti, Gianni Togni, The Europe e, ovviamente, i Duran Duran con la loro Wild Boys. I Paninari hanno segnato interamente gli anni Ottanta e sono scomparsi con l’arrivo dei Novanta, con i Mondiali di Italia ’90, quando l’Italia attraversò la sua vera prima crisi economica del dopoguerra. Emblematica la frase dell’Avvocato Gianni Agnelli, che proprio al termine della competizione sportiva dichiarò che per l’Italia “la ricreazione era terminata”.

La moda uomo e il ritorno dei Wild Boys

Le tendenze però, si sa, sono destinate a tornare. I Paninari probabilmente resteranno solo un ricordo di chi ha avuto la fortuna di vivere in prima persona i gloriosi anni Ottanta di Drive-In, dei Burghy e dei Duran Duran ma quello stile è definitivamente tornato nella moda uomo 2018, grazie ad alcuni brand e influencer che hanno portato dettagli di quelle tendenze negli outfit più moderni. È vero che gli stivaletti Timberland non hanno mai conosciuto il tramonto da quegli anni ma è anche vero che la loro presenza nei look più trendy si è fatta più massiccia nell’ultimo periodo, anche grazie alla collaborazione di alcuni co-brand come  Off-White e Marcelo Burlon County of Milan, vere icone dello streetstyle moderno.

Per la moda uomo 2018 le Timberland, uno dei simboli dei Wild Boys ’80, sono quasi immancabili, da indossare con jeans a sigaretta col risvolto ma, ovviamente, senza caviglie scoperte. Ebbene sì, perché sembra essere finito il tempo della pelle nuda, visto che le calze con i rombi sono diventate un vero must-have, da mostrare con orgoglio. Ovviamente, il colore delle calze a vista dev’essere sempre abbinato al capospalla.

A differenza di quanto dettavano le tendenze di qualche anno fa (inizi anni Duemila) le Timberland da uomo si indossano perfettamente allacciate, non larghe, senza quel finto trasandato che contribuisce a dare al look un aspetto poco piacevole. Il denim è stato uno dei grandi protagonisti della moda eighties e, ovviamente, ritorna in questo richiamo alle tendenze uomo vintage anni Ottanta. Le giacche in jeans con i bottoni, corte e con la pelliccia per l’inverno, si prospettano protagoniste della prossima stagione, indossate con i blue jeans dal taglio classico a vita alta.

Tornano i brand che per tanti anni sono stati relegati a un pubblico di nicchia, tra i quali Rifle e Wrangler, grandi protagonisti della moda uomo 2018. Se si parla di giacche, però, non si può non far cenno a quelle imbottite Monclair, indimenticate compagne di mille avventure per i giovani della generazione Drive-In. La tendenza vintage anni Ottanta nella moda da uomo si percepisce anche nella direzione presa dai brand più noti. Monclair su tutte, ma anche altre maison di moda molto note come Ralph Lauren, Prada e Givenchy, solo per citarne alcune delle più conosciute, hanno realizzato collezioni di ispirazione vintage con grafiche eighties particolarmente apprezzate. Ovviamente, parlando di moda anni Ottanta non si può non far riferimento alle cinture El Charro, un brand che dopo tanti anni di anonimato sembra essere tornato nelle grazie dei più giovani (e non solo dei nostalgici) anche per merito delle scelte di stile fatte da noti influencer che hanno iniziato a pubblicare sui loro social gli accessori di questo brand. Tuttavia, gran parte del merito del ritorno di El Charro sulle scene si deve a Dorian Stefano Tarantini, che nella recente sfilata li ha riportati in vita scatenando grandi plausi.

I più giovani forse non sanno di cosa stiamo parlando, ma gli zaini Invicta Jolly sono forse uno dei simboli più emblematici degli anni Ottanta: sono tornati alla ribalta con il film “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino, dove il protagonista ne è proprietario e non tutti sanno che Invicta non ha mai smesso di produrre questo vero e proprio zaino iconico, anche nei colori tradizionali blu e giallo. Controllate in cantina o in soffitta, sicuramente lo avrete ancora! Spolveratelo e tornate ad usarlo con orgoglio! Infine, ovviamente, gli occhiali Ray-ban, vero must-have di quegli anni e pezzo di storia mai tramontato della moda uomo di tendenza.

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