I preparativi del Natale

L’atmosfera natalizia in Casa Severini è sempre più intensa. Gli artigiani hanno finalmente terminato di addobbare il laboratorio e mille lucine colorate animano anche le notti senza luna di Acqualagna. Adesso che anche Geronimo ha superato il piccolo trauma che gli impediva di apprezzare la meraviglia del Natale e di godere del clima di gioia che si respira in questo periodo, sembra che a Casa Severini regni davvero l’armonia e l’allegria più sincera e totalizzante. Paolo, che è diventato una bellissima camicia e a giorni lascerà il laboratorio, ha finalmente socializzato con le altre camicie, con le quali intavola lunghissimi discorsi conditi da grasse risate. Gloria è la più felice di questo ritrovato clima di serenità, soprattutto perché dopo tanti anni vede finalmente Geronimo attivo e partecipe alla vita della camiceria, non chiuso nella sua malinconia, anche se la sua vena polemica è sempre pronta a sbucare fuori da un momento all’altro per fare un appunto per questo o quel dettagli che non va bene. Ma Geronimo è anche questo, si fa voler bene per questo suo carattere burbero in superficie ma profondamente sensibile e non è un caso che nonostante la rinomata durezza dei suoi modi, tutte le camicie, prima o poi, si rivolgono a lui per un suggerimento, o semplicemente per essere rassicurati.

Anche oggi qualcuno si prepara a chiedere un consiglio a Geronimo, che nel frattempo sta pensando a come organizzare una bella serata di Natale a Casa Severini e si sa, quando Geronimo è intento a pianificare qualcosa, è sempre meglio non disturbarlo. Tuttavia, una bella camicia a quadri di nome Valerio che trascorrerà il Natale in laboratorio perché gli artigiani non faranno in tempo a terminarla prima delle feste, decide comunque di avvicinarsi a Geronimo per parlargli.

<<Scusa Geronimo, posso chiederti un consiglio?>> Distolto dai suoi pensieri, Geronimo con un sussulto si rivolge in maniera burbera a Valerio <<Non vedi che sono impegnato? Torna più tardi, sicuramente non hai niente di così urgente da chiedermi che non possa aspettare qualche ora, mentre io devo assolutamente finire di organizzare la serata di Natale nel più breve tempo possibile>>. Intimidito dalla reazione di Geronimo, Valerio decide di non tentare la sorte e si posiziona in un angolino, pronto a parlare con l’anziana camicia non appena questa termina il suo lavoro. Passano le ore e Valerio, annoiato e stanco di aspettare, si addormenta sul tavolo senza rendersene conto, nonostante il vociare allegro e spensierato degli altri abitanti. <<Valerio! Valerio svegliati!>> Tuona Geronimo <<Pensavo volessi parlare con me. Insomma, prima mi disturbi e poi ti addormenti? Che modi sono questi?>> Svegliato dal vocione profondo di Geronimo, Valerio scatta sull’attenti e si scusa con il veterano che vedendo la giovane camicia così in difficoltà decide di ammorbidire i suoi modi e di mettere maggiormente a suo agio l’interlocutore. <<Di cosa volevi parlarmi? Doveva essere una cosa importante se hai deciso di rivolgerti a me e non di chiedere consiglio ai tuoi amici, ho visto che vai molto d’accordo con Francesco e con Gabriele, per esempio>>. Spiazzato dall’improvviso tono di voce di Geronimo, Valerio si rincuora ed espone a Geronimo il suo problema <<Hai ragione, ho un ottimo rapporto con Francesco e con Gabriele, ma quello di cui ho bisogno loro non me lo possono dire, ho bisogno della tua esperienza. Avrai sicuramente notato come io abbia un bellissimo feeling con Rebecca, la bobina di filo azzurro che con tanta cura e tanto amore ha cucito tutte le mie parti e mi ha reso così elegante. Ora che ho saputo che non andrò via da qui se non dopo Natale, ho pensato che sarebbe stato carino farle un piccolo regalo, un pensiero affinché lei si ricordi di me anche quando io sarò ormai lontano. So che magari ti può sembrare una stupidaggine, chissà quante camicie prima di me ha già cucito e quante ne cucirà dopo, però vorrei lo stesso che lei avesse qualcosa di mio quando io non sarò più qui>>. Ammorbidito dalla richiesta di Valerio, che denota la sua grande sensibilità e il suo grande cuore, a Geronimo spunta un sorriso sincero <<No, non credo sia una cosa stupida, anzi. Fare un regalo a una persona affinché questa si ricordi di te non è mai un pensiero stupido ma un segno di grandissima intelligenza. Conosco poco quella bobina, come ben capirai, io mi rapporto personalmente solo con le bobine bianche, però ho scambiato qualche parola con lei e devo dire che mi è sembrata molto in gamba e intelligente, sicuramente apprezzerà il tuo gesto, qualsiasi sia il regalo che deciderai di farle. Non strafare, non esagerare ma fai qualcosa di pensato, un regalo che abbia un senso speciale per voi due, qualcosa che magari le possa ricordare un momento bello in tua compagnia. I regali più semplici sono spesso quelli più apprezzati e migliori, perché provengono dal cuore>>. Valerio ha apprezzato tantissimo il consiglio di Geronimo, anche se non ha chiarito le sue idee <<Tu hai ragione, ma io davvero non so cosa potrei regalarle, non ho molta fantasia e possibilità, tu non hai qualche suggerimento per me?>> Percependo la difficoltà di Valerio e intuendo una certa ansia nelle sue parole, Geronimo decide di dargli un aiuto concreto <<Dalle qualcosa di tuo. Qualcosa che vi lega, qualcosa che a lei può ricordare solamente te. Amare qualcuno, in qualunque forma, è sotto un certo aspetto quasi una privazione, perché questo implica il dare qualcosa di te ad un’altra persona. Rifletti su questo per il tuo regalo e vedrai che non potrai sbagliare>>. Valerio ringrazia Geronimo, anche se da lui si sarebbe aspettato un consiglio più concreto e non una frase così criptica, che non ha fatto altro che confondere ulteriormente le sue idee.

La notte a Casa Severini passa rapida per Valerio, che ha pensato intensamente alle parole di Geronimo e a quello che vorrebbe che il regalo significasse per Rebecca. È quasi l’alba quando, all’improvviso, Valerio capisce perfettamente quello che Geronimo gli ha voluto dire e ha l’illuminazione per il suo regalo a Rebecca. In quel momento chiama Lulù, una delle forbici più giovani del laboratorio, che incuriosita dall’inusuale richiesta di aiuto da parte di Valerio, si avvicina titubante. <<Perché mi hai chiamata? Hai bisogno di qualcosa da me, vero?>> Domanda lei, quasi infastidita dalle improvvise attenzioni di quella camicia che non l’aveva nemmeno mai degnata di uno sguardo. <<Sì, esatto. Scusa se mi permetto ma ho bisogno di un favore e solo tu puoi farmelo, ti prego. Dovresti togliermi questo bottone, questo sul colletto, però devi fare in modo di tagliare i fili in modo tale che poi gloria possa farmi un bel fiocco>>. Lulù, stupita, in un primo tempo rifiuta di aiutare Valerio: a loro è vietato compiere questi gesti sulle camicie, rovinare il lavoro degli artigiani ma, quando Valerio le spiega il motivo di questa particolare richiesta, Lulù accetta e svolge il suo lavoro in maniera certosina, facendo in modo che lunghe porzioni di filo pendano dal bottone appena rimosso e, ovviamente, facendo in modo di non rovinare in nessun modo il tessuto della camicia. La giovane camicia, entusiasta per aver trovato il regalo giusto, prepara subito la lettera che accompagnerà quel bottone, quel pezzo di sé che ha deciso di regalare alla sua dolce Rebecca e che a lei permetterà di ricordarlo per sempre. Il bottone, d’altronde, può essere sostituito e sicuramente appena gli artigiani si renderanno conto della mancanza provvederanno immediatamente senza sospettare nulla, anche perché Lulù ha fatto davvero un ottimo lavoro. Cosa ci sarà scritto nella lettera di Valerio a Rebecca? Il sole ormai è alto ad Acqualagna e gli artigiani si apprestano a tornare in laboratorio. È necessario aspettare un’altra notte prima di scoprire cosa succederà in Casa Severini, e quella sarà la notte di Natale…

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