Pitti Uomo 2018: tendenze e business nella culla del Rinascimento italiano

Negli anni, Firenze si è ritagliata un ruolo da protagonista nel panorama della moda internazionale grazie all’evento più importante del Paese al di fuori delle diverse Fashion Week, che nel campo della moda maschile hanno un’importanza inferiore negli ultimi tempi.

Pitti Uomo è la fiera più importante del mondo per la moda maschile e la 94esima edizione che si è appena conclusa ne è stata un’ulteriore conferma. Al Pitti Uomo tendenze e business si incontrano in scenari magici: Firenze è il palcoscenico ideale per un evento di questa portata, durante il quale i luoghi più significanti e preziosi vengono momentaneamente prestati alla moda. Per il Pitti a Firenze arrivano visitatori da tutto il mondo, che tra una foto a Ponte Vecchio e una al David di Donatello, trascorrono lunghe ore a scoprire le tendenze della moda uomo della prossima stagione.

Esperti e operatori del settore, ma anche influencer e buyer popolano i palazzi e le aree espositive del Pitti Uomo, che anno dopo anno aumenta i suoi numeri, segno evidente di un interesse mai sopito per tutto quel che concerne il Made in Italy. Tra i brand di moda più famosi al Pitti Uomo di Firenze si inseriscono anche i nomi emergenti, giovani talentuosi e piccole aziende con grande potenzialità, che fanno del Pitti una vetrina straordinaria per i loro lavori.
Ovviamente, non mancano i nomi celebri, testimonial di case di moda e amici degli stilisti che contribuiscono a dare ulteriore appeal a un evento che non avrebbe bisogno di presentazioni. 

Pitti Uomo 94: tendenze e brand alla ribalta

Una delle peculiarità che ha sempre caratterizzato Pitti Uomo a Firenze è la proposta di innovazione. Pitti Uomo ha saputo conquistare il pubblico, imponendosi a livello internazionale, grazie a un’accurata selezione di brand e progetti chiamati a presentarsi a una platea così vasta, che non resta mai delusa e che, anzi, anno dopo anno plaude l’impegno e l’evoluzione della fiera.

Innovazione e tradizione sono due concetti solo apparentemente agli antipodi, che al Pitti si incontrano grazie al lavoro di tantissimi artigiani italiani e stranieri, il cui obiettivo è quello di guardare al futuro. Gli oltre 680 brand italiani (sui quasi 1300 complessivi) puntano tutto sulla tradizione italiana, che viene esaltata e innovata senza mai essere snaturata, e proprio per questo è così amata in tutto il mondo.

Da qualche anno, inoltre, Pitti Uomo ha mostrato una particolare attenzione ai progetti green, capaci di mantenere alti i livelli di produzione e di qualità dei prodotti ma con un occhio sempre attento alla sostenibilità. Uno dei portabandiera di questo nuovo corso al Pitti Uomo 94 è stato il brand toscano Super Duper Hats, che ha portato a Firenze il progetto Third Hand. Un’idea semplice quanto straordinaria, perché durante l’evento, presso l’area espositiva del brand, era possibile portare un proprio cappello usato per ridargli nuova vita, customizzandolo. Tutti abbiamo degli oggetti, magari consunti e lisi che non possiamo più usare ma di cui non vogliamo liberarci: Super Duper Hats ha trovato il modo per riciclare in maniera intelligente. 

Quest’anno, i brand del Pitti Uomo erano piuttosto numerosi e tutti hanno avuto una storia da raccontare, un progetto votato all’innovazione, da esporre a una platea così vasta ma, soprattutto, competente. Uno dei marchi che ha maggiormente impressionato in senso positivo è stato il Calzaturificio Soldini, una piccola realtà artigianale aretina con una lunga storia alle spalle, che ha portato al Pitti Uomo 94 il brand Antica Cuoieria.
Da oltre 70 anni, in questo piccolo laboratorio si realizzano scarpe da uomo artigianali italiane esportate in tutto il mondo. Leggerezza, comfort e altissima qualità sono le caratteristiche delle scarpe del Calzaturificio Soldini, uno dei principali esportatori all’estero di scarpe interamente progettate e realizzate in Italia. Il brand Antica Cuoieria al Pitti Uomo 94 ha colpito i buyer stranieri, pronti a investire per proporre queste calzature 100% Made in Italy al loro mercato di riferimento.

Impossibile, poi, non menzionare Piquadro: Pitti Uomo è da sempre la vetrina per la presentazione delle ultime proposte di questo brand italiano d’eccellenza specializzato nella pelletteria e anche in questa edizione non ha deluso le attese.
Tecnologia e tradizione sono i due punti fermi attorno a cui ruotano le proposte Piquadro: borse, borselli e accessori di pelletteria sono il punto fermo della produzione del marchio emiliano, che negli anni ha portato importanti innovazioni sul mercato.

Una delle ultime, senz’altro tra le più apprezzate al Pitti Uomo 94 è la linea Smart City: trolley e zaini connessi, capaci di comunicare con smartphone e smartwatch tramite un’applicazione apposita. Sono dotati di batteria per la ricarica degli smartphone ma anche di sensori capaci di indicare il peso esatto, comunicando quali compagnie aree accettano a bordo quel bagaglio. Immancabile l’avviso di protezione, con un allarme che suona in caso di furto e un localizzatore GPS in grado di segnalare costantemente la posizione. Sempre in tema di sicurezza, Piquadro al Pitti Uomo 94 ha portato anche il lucchetto biometrico, venduto con i prodotti della linea Smart City, capace di aprirsi esclusivamente con le impronte digitali. 

Il boom social: Pitti Uomo fa record di contatti e condivisioni

Viviamo in un momento storico in cui il successo non può non passare anche attraverso i numeri dei social, soprattutto nel settore della moda, che negli ultimi anni si è legato in modo particolare al mondo del web. E se parliamo di numeri social, Pitti Uomo 94 ha sicuramente stabilito un altro record: 35 mila post e 7 milioni di interazioni per i contenuti correlati.

Il social network che ha trainato il successo del Pitti Uomo è stato Instagram, dove c’è stato il 97% delle interazioni complessive, con l’hashtag #PittiUomo, con il quale sono state pubblicate 29.000 immagini. Se, quindi, l’affluenza all’evento è stata in calo rispetto al passato (meno 2,5% rispetto al Pitti Uomo Estate) lo stesso non si può dire dell’evento mediatico, in netta crescita.

L’importanza social del Pitti Uomo è evidente in un’ottica di visibilità dei brand e dei progetti, che grazie ai social sono fruibili nell’immediato anche a chi non è fisicamente presente all’evento. Instagram e Facebook offrono strumenti di condivisione straordinari, non solo con i post ma anche con i contenuti temporanei: le stories e le dirette, sempre più apprezzate e utilizzate. 

Pitti Uomo 94: numeri di un successo totale

Al di là del calo delle presenze all’ultima edizione del Pitti Uomo, Firenze e la sua fiera sono ormai un appuntamento immancabile nel campo della moda. Quest’anno sono arrivati ben 19 mila buyer da tutto il mondo all’ombra della Fortezza da Basso e questo la dice lunga sull’impatto che la moda uomo ha sull’economia italiana; il 60% dei compratori provenivano dal nostro Paese ma il restante 40% arrivava da oltre confine: numeri impressionanti che danno una prima misura dell’interesse che questo settore suscita all’estero.

Spesso sottovalutata e considerata di minore appeal rispetto alla moda donna, la moda uomo in Italia è, invece, un settore trainante e il Pitti Uomo 94 ne ha dato l’ennesima dimostrazione.
Nella capitale della moda maschile sono i tedeschi a guidare l’ondata dei buyer stranieri: ben il 10% dei prodotti tessili Made in Italy vanno in Germania e questo, tradotto in moneta sonante, significa che il valore dell’export verso il Paese Teutonico supera i 650 milioni di euro su un totale di 6,5 miliardi di euro.

È noto che il Made in Italy sia un prodotto particolarmente apprezzato nel mondo ma quel che non tutti sanno è che la moda e gli accessori da uomo sono tra i prodotti maggiormente esportati all’estero: ben il 65,5% dell’intera produzione varca i confini italiani, il che porta a un saldo netto di 2,1 miliardi di euro.
Numeri molto importanti che sono destinati a crescere e per i quali, com’è stato dimostrato, l’impatto dei social gioca un ruolo decisivo e cruciale.

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