Moda uomo: green è meglio

La sostenibilità ambientale nella moda non è più solo una tendenza del momento ma è diventata una vera e propria missione per numerosi brand, che hanno fatto del green uno dei loro punti di forza. La sensibilizzazione parte anche da qui, dalle griffe più amate, dalle maison che hanno deciso di votare la loro produzione al rispetto, puntando tutto sull’innovazione e sulla particolare attenzione all’ambiente.

La moda uomo green non è certamente una novità, è da tanti anni che i marchi cercano una strada da percorrere in questa direzione, quel che stupisce (positivamente) è la quantità di idee che sono state presentate nel corso degli ultimi appuntamenti fashion, dove numerosi brand, più o meno conosciuti e mainstream, hanno portato le loro collezioni votate interamente, o quasi, alla sostenibilità ambientale.

Nella moda, che per tutti è un settore frivolo e leggero, questa è una vera e propria piccola rivoluzione di concetto, dal potenziale immenso per il futuro.

La necessità di una moda green per salvare il mondo

Tutto è nato nel 2011 con una sfida lanciata da Greenpeace qualche anno fa con l’obiettivo di sensibilizzare contro l’inquinamento delle falde acquifere. Detox è stata un’iniziativa massiva, rivolta in particolare al mondo della moda, la cui industria è una di quelle maggiormente accusate di riversare sostanze tossiche nell’ambiente. Al di là di ogni più rosea o, forse, sarebbe meglio dire verde, aspettativa, numerose aziende hanno raccolto la sfida Greenpeace e la moda green è diventata una tendenza funzionale. Sono state trenta le aziende che hanno raccolto la sfida dell’organizzazione a tutela dell’ambiente e, con molto orgoglio, ben dieci di queste sono italiane. 

La richiesta di Greenpeace era molto semplice: eliminare dalla produzione le sostanze più dannose che, andando a finire sul terreno insieme agli scarti industriali, sono fonte di inquinamento per le falde acquifere. Sebbene questo sia un problema molto diffuso in tutto il pianeta, è la Cina il Paese che soffre maggiormente questa condizione.
È uno di quelli in cui è maggiormente concentrata la produzione a livello mondiale: ben il 10% dell’intera produzione planetaria di abbigliamento viene realizzata in Cina. Nel Paese asiatico, infatti, è stato appurato che il 50% delle acque di superficie non è più potabile ma la percentuale sale pericolosamente al 64% se si considerano le acque di falda nelle grandi città.

Sono passati quasi 10 anni dal lancio della campagna Detox da parte di Greenpeace e oggi la moda green è una meravigliosa realtà, che continua a fare proseliti nel mondo del fashion, con sempre più aziende che si uniscono all’onda verde. Tra i grandi marchi che hanno accolto la sfida fin dal principio si possono menzionare Adidas, Valentino, Benetton, Gruppo Miroglio, Gruppo Inditex (di cui fa parte anche Zara) e Tessiture Attilio Imperiali.

Quella Greenpeace è stata un’operazione di sensibilizzazione ma le acque non sono l’unico problema del nostro pianeta, dove l’inquinamento ha ormai raggiunto soglie altissime: materiali non riciclabili dispersi nell’ambiente, fumi tossici e quant’altro sono uno dei grandi mali, a cui la moda sta cercando di trovare soluzioni smart e fashion.

Le idee green nella moda uomo

Il Pitti Uomo e White sono state due delle rassegne fashion dove, più di tutti, si sono viste le nuove idee innovative per la moda green uomo. Soluzioni di grande pregio, che hanno il merito di essere la risposta a gran parte dei problemi che da tanti anni attanagliano il nostro pianeta dal punto di vista dell’inquinamento. 

Sease è uno dei brand italiani che ha mostrato maggiore impegno in questa direzione, grazie a Franco e Giacomo Loro Piana, i designer a capo del marchio, che da sempre mostrano grande sensibilità sul tema ambientale. Sease incarna le esigenze dell’uomo moderno, proponendo capi di grande attualità e dalle alte perfomance, pensate per la vita metropolitana, che corre veloce e che richiede grande capacità di adattamento.

Dallo stile urban allo streetwear, Sease è uno dei nuovi brand che ha saputo meglio interpretare i cambiamenti della moda uomo, adattandosi alle nuove tendenze. Fin qui, però, non c’è nulla di particolarmente innovativo in un’azienda che sa leggere il mercato, se non fosse che Sease ha fatto della sostenibilità il suo cavallo di battaglia.
Materiali, filiera e sfruttamento delle risorse sono interamente orientati al rispetto e alla salvaguardia del pianeta, grazie anche ad alcune partnership strette con aziende da sempre impegnate nel recupero dei materiali di scarto e nella ricerca di soluzioni alternative e poco inquinanti.
Tra queste, spicca Sinterama, che ha realizzato il tessuto New Life interamente prodotto con poliestere riciclato dalle bottiglie PET. Sease ha come partner anche Italdenim, che utilizza esclusivamente denim rigenerato e tinto senza agenti chimici, e Fulgar, una realtà interessante nel modo della moda che produce filati  petrol free utilizzando il seme di ricino, che fa risparmiare il 25% di acqua e riduce le emissioni di CO2. 

Anche Save the Duck, dal cui nome è chiaramente intuibile la vena ambientalista, si è presentata all’appuntamento fashion maschile con una nuova proposta totalmente sostenibile. All’ultimo Pitti Uomo Firenze, il marchio italiano da sempre noto per la produzione di piumini cruelty free ha fatto un ulteriore passo in avanti presentando la collezione interamente realizzata in tessuto Net, ottenuto riciclando le reti da pesca rinvenute negli oceani.

Save the Duck sostiene l’associazione Surfrider Foundation Europe, a cui verrà destinata una parte dei ricavi della vendita di questi capi di abbigliamento. I soldi raccolti serviranno per ripulire oltre 300.000 metri quadrati di spiagge e per rimuovere dai mari circa 6.000 Kg di rifiuti. 

È stato in grande stile anche il debutto del brand Wrad, che ha presentato le sue collezioni durante il White Man & Woman, che nell’ultima edizione ha puntato interamente sull’innovazione e l’alta qualità. Wrad è un brand 100% Made in Italy, nato dall’idea di tre giovanissimi che hanno fatto dell’innovazione, della sperimentazione e della sostenibilità il loro punto di forza. La loro ultima creazione è il tessuto Mint Fiber, interamente ricavato dalle piante di menta, che è stato realizzato in collaborazione con Tessile EcoBio, un’azienda da sempre impegnata nella realizzazione di filati da fonti alternative e non inquinanti.

Benché sia un brand giovane, alla sua prima uscita pubblica in un evento così importante, Wrad non è certo un nome nuovo agli appassionati di moda uomo green e innovativa. Lo scorso anno, infatti, è stato premiato con il prestigioso RedDot Design Award grazie alla GRAPHI-TEETM, una maglietta colorata interamente realizzata con grafite naturale, ripercorrendo le tecniche adottate in epoca romana. Questa modalità di tintura dei tessuti era in adozione soprattutto nelle aree calabre della provincia di Vibo Valentia, dove a Monterosso Calabro è presente l’unica miniera di grafite in Italia. 

Adidas Ocean Plastic trainer:
le scarpe green in plastica riciclata

Adidas è uno dei brand che ha accettato con maggiore entusiasmo le sfide green della moda e lo dimostra il suo impegno costante nella produzione ecosostenibile. Uno dei prodotti più rappresentativi di questo nuovo corso dell’azienda tedesca sono le scarpe Adidas Ocean Plastic, realizzate in collaborazione con Parley for the Oceans.

La peculiarità di queste scarpe è che il tessuto che le compone è interamente ottenuto dalla plastica ripescata dagli oceani. Sono un modello di scarpe da corsa che nasce dalla penna del designer Alexander Taylor, che ha ideato un tessuto con le stesse caratteristiche di quelli impiegati normalmente dall’azienda per la sua produzione. I materiali principali di origine secondaria sono il polietilene tereftalato e il nylon: il primo è il PET delle bottiglie di plastica e il secondo deriva dalle reti da pesca, tutto ripescato dagli oceani.

Per ogni scarpa vengono utilizzate 16,5 bottiglie e 13 grammi di reti. La qualità delle calzature Adidas in plastica riciclata è la stessa di tutte le altre dell’azienda tedesca, che ha fatto delle performance d’eccellenza il suo cavallo di battaglia. Il successo delle scarpe Adidas in plastica riciclato è stato enorme, se si considera che l’azienda ne ha venduto oltre un milione solo nel 2017.
Forti di questi risultati, i vertici Adidas stanno mettendo a punto un piano per ridurre gradualmente l’utilizzo della plastica vergine, arrivando al punto di utilizzare esclusivamente materiale riciclato proveniente dagli oceani, che oltre a dare un contributo per la pulizia degli oceani, permette di ridurre le emissioni in fase di produzione.  

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