Moda uomo: 1950 vs oggi. Come si è evoluta l’eleganza maschile?

Si sente spesso dire che la moda maschile, così come quella femminile, tende a ripetersi. Noi siamo d’accordo solo in parte con questa affermazione e per capirne il motivo è sufficiente dare uno sguardo alle icone d’eleganza degli anni Cinquanta e a quelle che, invece, dettano lo stile di oggi. A noi non sembra ci siano troppi punti di contatto: basta prendere una foto di Paul Newman, per esempio, o di Steve McQueen per capire che, effettivamente, molte cose sono cambiate da allora. Non sta a noi decidere se i cambiamenti siano stati in positivo o in negativo, ma ci sono stati. La moda uomo oggi più che elegante può definirsi eccentrica, nel vero senso del termine e questo non è certamente un elemento negativo se consideriamo in quale direzione si è evoluta anche la società: è semplicemente una moda diversa.

La settimana della moda di Milano, così come la London Man Fashion Week, hanno confermato questa tendenza, portando in passerella uomini vestiti con sgargianti pailettes, gonne e velette, che sarebbero state impensabili solo fino a pochi decenni fa. Se è vero, infatti, che tra la moda di Milano e la moda di Londra ci sono sempre state profonde differenze in termini di eccentricità, con la capitale inglese che ha sempre teso a mostrare il suo lato più stravagante, è vero anche che negli ultimi anni questa grande distanza non c’è stata.

La moda uomo di oggi è lontana anni luce da quello che, però, tutt’oggi ognuno di noi intende quando parla di eleganza. La sartorialità del passato ha lasciato il posto a qualcosa di diverso, a una ricerca propriamente detta per individuare tessuti sempre più tecnologici, tagli più particolari e stili originali. Se da un lato c’è chi dice che tra la moda del Novecento e quella del Duemila ci dev’essere stato un qualche corto circuito che ha fatto andare tutto storto, dall’altra c’è chi interpreta questi cambiamenti in maniera positiva, ossia come un’assoluta libertà per l’uomo di esprimere la sua personalità in qualunque modo lui voglia.

Noi siamo, forse, troppo diplomatici ma preferiamo stare nel mezzo di queste due diverse correnti di pensiero, perché la moda uomo di oggi è davvero di difficile interpretazione sotto alcuni punti di vista ma dà davvero la possibilità a ogni uomo di esprimere la sua indole con l’abbigliamento che, secondo lui, lo rappresenta al meglio, cosa che in passato non era certamente possibile visti i diktat particolarmente pressanti della moda uomo, che su alcuni aspetti erano davvero troppo grigi e troppo duri. Non vogliamo negarvi che l’eleganza di Paul Newman, in parte, manca anche a noi, così come ci manca lo stile unico di James Dean, il cattivo ragazzo gentleman amato da tutte le donne. In parte rimpiangiamo l’eleganza nouvelle-vague di Jean-Paul Belmondo, scanzonato guaglione indomito, ma non ci dimentichiamo che in quegli anni l’uomo che voleva trasgredire senza essere considerato un pericoloso eversivo aveva davvero poche possibilità: l’Avvocato Agnelli era considerato un trasgressivo solo perché indossava l’orologio sopra il polsino della camicia o perché, sotto l’abito sartoriale impeccabile, alle scarpe Oxford preferiva i polacchini stringati in suede. Anche Onassis, a modo suo, fu considerato un uomo eccentrico per il solo fatto che per distinguersi dalla massa aveva realizzato un suo personalissimo nodo per la cravatta, il cosiddetto nodo Onassis.

La moda uomo di oggi propone ancora soluzioni eleganti e ricercate, che quasi richiamano quelle del passato pur con una lettura più moderna, ma anche capi molto (troppo?) esagerati. Basta saper dosare il tutto per creare il proprio look, senza essere polverosi o eccessivamente sopra le righe.

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